L'Alba

 

 

Esterno solo in questo angolo dimenticato del web le mie cazzate notturne, dove tutto tace e pochi intimi leggono, e quei pochi so che sanno perdonare i pensieri contorti dettati da una demenza senile galoppante aggravata dagli ultimi accadimenti che si manifestano in un … un … un … diciamo gregge (sono benevolo) di persone sparse in tutto lo stivale che ti lascia diciamo perplesso (forse incazzato ...
ma sono benevolo).
Ma veniamo all’oggetto di questo post.
Luce-aiuto-libertà-bisogno(o benessere, diranno gli uomini di poi)-amicizia.
Le iniziali di queste parole portano al significato più profondo dell’alba, non un alba qualunque, ma l’alba con la elle maiuscola e l’apostrofo davanti.
Ecco il senso, L’Alba del risveglio, della rinascita alla vita, dell’abbandono dei vecchi schemi disfunzionali verso nuovi modelli di comportamento e percezione.
Aprirsi a L’Alba significa rendersi consapevoli di sé e presenti nel mondo con la responsabilità della propria vita, del proprio destino e della propria sofferenza sulle spalle. Consapevoli finalmente che si può intervenire su quelle parti di noi che ci è concesso. Senza dimenticare che la prima responsabilità si ha nei nostri confronti.
Quando penso a L’ Alba penso al rinascere ogni giorno, penso alla prima parola dell’acronimo, la Luce, far luce, vederci chiaro. Uscire dalle tenebre della depressione, o dall’accecamento della mania euforica dei disturbi d’umore, dall’attorcigliamento dei disturbi del pensiero, dal pensiero delirante interno, dalle allucinazioni visive, uditive, cinestesiche dello spettro psicotico, dalle esagerazioni e generalizzazioni, dalle svalutazioni delle voci interne, dall’oppressione delle ossessioni, siano esse immagini, pensieri, parole, sensazioni percettive, sudorazioni improvvise eccessive, attacchi d’ansia parossistici, tipici dei numerosi disturbi dove non si ha più la giusta misura, la giusta dose di ansia che serve per attivarsi, per muoversi.
Rivederci chiaro significa riappropriarsi di quella energia essenziale per una vita vera.
Una mente che non mente.

Sil

01/06/2008

Ringrazio il mio amico Sil che mi ha concesso di pubblicare questa sua bella riflessione.

 

 

 

Questa è il mio intervento a seguito.

 

Io direi Sil,
più che una mente, poiché la mente a mio parere è troppo spesso portata a mentire data la sua natura che la "condanna" ad elaborare, un "sentire" che non mente:
il primo istinto, il primo impulso, l'immediatezza, il primo lampo che ci investe l'anima in ogni situazione, in ogni circostanza, in ogni attimo di questo nostro vivere.
A volte sono lampi talmente fugaci che neppure ce ne accorgiamo, è più svelta la mente ad appropriarsene e a cominciare ad elaborarli affinchè si adattino al'ambiente, alla società, alle sovrastrutture, alle impalcature, ai muri che ci siamo costruiti intorno. E' molto abile la mente, sa ben congegnare le fasi del suo lavoro tanto da far sembrare, in finale, tutto necessario per non sentirsi minimamente responsabile di quei conflitti interiori o soìciali che spesso tormentano la nostra esistenza. Non penso che a ciò ci possa essere rimedio, perchè se siamo fatti in un certo modo non lo abbiamo voluto noi ma prenderne consapevolezza sì, appunto L'Alba di cui tu parli, almeno filtrata dal mio sentire.

 

E qui la sua ulteriore risposta

 

Ebbene si, concordo sul "sentire" che non mente ma il suono della frase "una mente che non mente" mi affascinava, come vedi mi capita di cadere nell'apparire trascurando l'essere. Perdonami

      

 

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